Odelance, il blog di Daniela

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Dove arriva quel cespuglio
(1 luglio 2008)

Arredare una casa o una stanza è une delle cose che più me la fanno sentire mia. Due anni fa ho cambiato la mia camera che era la stessa di quando ero bambina... non esagero dicendo che è stato un momento di crescita interiore, come se la nuova stanza rispecchiasse anche le novità occorse nel mio animo.
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Il matrimonio dei miei migliori amici
(8 giugno 2008)

Era un po' di tempo fa, e io e te, Dani, eravamo accomunate dallo stesso nome e dalla stessa aria leggera che circola quando è ancora lecito non prendersi responsabilità.
Tu uscivi da una lunga malattia e da una lunga storia d'amore che aveva scelto la tua malattia, non te. Eravamo più leggere, ma non spensierate, e avevamo tante domande.
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Insegnami a partire, insegnami a morire
(3 giugno 2008)

Il mio anno non è fatto di 365 giorni, come mi avevano insegnato a credere. Il mio anno è una parabola che si spiega sempre secondo le stesse coordinate. Le stagioni mi modellano a loro piacimento, mi cambiano il corpo e la testa, l'umore e le giornate con uno schema che accetta solo poche variabili.
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Quasi estate
(30 aprile 2008)

Quest'anno l'estate è arrivata prima del solito. Non per il clima nè per quella particolare atmosfera di vacanza che talvolta si comincia a respirare ad aprile/maggio e che è fatta di giornate assolate e di gelati alla frutta.
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Le cose che mi piacciono
(12 aprile 2008)

Ricevo un meme da Roberto e contrariamente al solito stavolta lo faccio volentieri.
Si tratta infatti di elencare in sei punti le cose che più mi piace fare. Però a me il numero sei non piace perciò ne elencherò sette, numero magico e fortunato.

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Sì viaggiare
(26 marzo 2008)

Eccomi di ritorno da questo miniviaggio pasquale. Partire è un po' morire, disse un giorno qualcuno. Ma forse si muore quando si perde una parte di sè che si rinnova, si trasforma, si mette in gioco per ogni chilometro percorso. Io sono un'abitudinaria, come già avevo scritto. E l'adattamento non sta proprio nelle mie corde, però ogni tanto fa bene cambiare.
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Lo spazio bianco
(11 marzo 2008)

Ho da poco finito di leggere "Lo spazio bianco", Einaudi, il primo romanzo di Valeria Parrella, scrittrice napoletana rivelazione degli ultimi anni che prima di esso aveva pubblicato solo libri di racconti con la Minimum Fax e la Bompiani. Mi aspettavo che prima o poi l'Einaudi l'avrebbe adocchiata: è un vero talento letterario, capace di esprimere in una maniera nuova eppure vecchissima una Napoli che è sempre la stessa, disadattata, disperata, ai margini, e che pure in quella disperazione trova la vita, pulsante, generosa, vera.
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Un esame di soglia, un libro che cresce, una canzone bella
(4 marzo 2008)

E' un bel po' che non scrivo su questo blog, ma è stato un periodo pieno. Faticoso e denso di impegni, ma appagante e liberatorio.
Innanzitutto ho trovato il coraggio di fare una cosa che sono più di otto anni che tento di fare, senza mai tentare veramente. Ho dato un esame all'università. Il penultimo esame prima della laurea.

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L'uomo col fiore in testa
(14 febbraio 2008)

Cinque anni fa, dopo la fine di un amore infelice e pieno di dolore, e di un'amicizia che durava da sempre, ho attraversato uno dei momenti più bui della mia vita. È stato in quel periodo però, anche a causa della sopraggiunta celiachia che mi ha tenuto a casa per vari mesi prima di essere riconosciuta e curata, che ho imparato veramente a convivere con me stessa. Prima mi evitavo. Non so spiegare bene come facessi, ma tutta la mia vita era un girare attorno alla mia anima senza toccarla mai. Stare con me mi spaventava più che starne senza.
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Piccola storia delle possibilità
(2 febbraio 2008)

Io sono una di quelle che vanno in fissa per le cose e per le persone. Tendo a idealizzare e spesso ne pago sulla mia pelle le conseguenze; scandisco la mia giornata secondo orari e riti prestabiliti che se vengono a mancare mi gettano in una sorta di panico disperante. Sono poco elastica, non mi so adattare e affrontare un cambiamento anche minimo può far crollare il mio sistema nervoso.
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La giornata perfetta
(26 gennaio 2008)

Sabato scorso è stata la giornata perfetta. No, non è accaduto niente di speciale, l'ho passata in giro col mio ragazzo a fare shopping, poi al ristorante, infine al cinema. Ma tutto si è incastrato alla perfezione, ogni piccola cosa si verificava come se a deciderla non fossimo soltanto io e lui, come se il mondo si inchinasse al nostro passaggio, come se tutto complottasse intimamente per renderci felici.
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Mondi paralleli
(16 gennaio 2008)

Ultimamente mi sento sempre stanca, affaticata, con poche energie: probabilmente è un residuo dell'influenza che mi ha invaso nell'ultimo mese e mezzo. Fatto sta che contrariamente al mio solito fatico a tenermi sveglia: rischio di cadere addormentata mentre studio, mentre insegno latino, persino mentre mangio.
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Thinking Blogger Award
(9 gennaio 2008)

Era un pò di tempo che vedevo in giro per blog una strana e inquietante targhetta. Ci ho messo un pò a capire cosa fosse e poi ho cominciato a chiedermi perché nessuno me l'avesse ancora assegnata. In fondo la capacità di far pensare è una cosa che mi sono sempre vantata di possedere.
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La grammatica, lo stadio di coscienza che porta al Bello
(28 dicembre 2007)

Io credo che la grammatica sia una via d'accesso alla bellezza. Quando parliamo, quando leggiamo o quando scriviamo, ci rendiamo conto se abbiamo scritto o stiamo leggendo una bella frase. Siamo capaci di riconoscere una bella espressione o uno stile elegante. Ma quando si fa grammatica, si accede a un'altra dimensione della bellezza della lingua. Fare grammatica serve a sezionarla, guardare come è fatta, vederla nuda, in un certo senso.
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