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Nicola ha detto: |
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Si percepiscono passione e tristezza, impeto e paura, la descrizione dei personaggi è fatta con accurata sensibilità, i loro mali ed il loro dolore sono sviscerati con un alternarsi di "colorite" e di "oscure" metafore, alcune gradevoli e leggere altre potenti e difficili. Nella storia di Gregorio e Maya è facile identificarsi senza però sentirsi uno dei tanti. Questo perché credo che vivere un amore come quello che hai descritto trasporta chi lo vive al centro dell' universo dell'altro…e quando questo succede che stiano attenti tutti, perché nessuno può fermarti…nessuno. |
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Paola Raso ha detto: |
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... Daniela Guida ci conduce in un mondo surreale e metaforico in cui i sentimenti si manifestano con incredibili mutamenti fisici dei protagonisti.
Espressioni di vuoto, amore, sottomissione e infine anche odio, il fiore che sboccia sulla testa di Gregorio o la voragine che spacca in due quella di Maya vengono facilmente celati al mondo esterno, evidenziando come molto spesso i sentimenti che più ci sconvolgono, nel bene e nel male, sono difficili da comunicare agli altri (anche se a noi molto vicini) e si nutrono di noi stessi, lasciandoci in parte privi di qualcosa, ma in parte arricchiti di nuove esperienze e insegnamenti.
... in questo romanzo le chiavi di lettura sono diverse e ognuno può metterci del suo, contribuendo al proprio arricchimento...
... è una lettura scorrevolissima, da finire tutta d'un fiato per lasciarsi coinvolgere appieno dalla storia e apprezzare la freschezza della narrazione.
... penso che il libro esprima molto del suo essere e della sua delicatezza e sensibilità.
Leggi il post completo scritto da Paola sul suo blog. |
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Baol ha detto: |
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Questo libro, che cita Pirandello nel titolo e cita Kafka nell’incipit e nel personaggio, racconta una storia, la storia di due persone diverse, di un uomo ed una donna e del male che uno può fare all’altra semplicemente con il proprio egoismo, scaricando sull’altra i propri problemi, e che l’autrice rappresenta come un’anomalia fisica. Noi uomini non ne usciamo bene da questo libro, questo è vero, ma il personaggio non rappresenta tutti noi, rappresenta solo quello che possiamo essere e che dovremmo cercare di evitare; leggendolo ho provato vergogna per quel piccolo uomo e quando un libro mi trasmette delle emozioni io lo considero un buon libro.
Leggi il post completo scritto da Baol sul suo blog. |
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Elena ha detto: |
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... mi è piaciuto molto, leggero ma molto riflessivo, molte chiavi di lettura...
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Chiara Tana ha detto: |
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... Mi è piaciuto proprio, si vede
poi una sensibiltà femminile e una capacità di avvicinarsi al surreale
che mi ha colpita.
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Marco ha detto: |
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... la narrazione surrealista è il mezzo per descrivere una storia d'amore sofferta, i cui protagonisti inconsciamente scaricano l'uno sull'altra le proprie difficoltà e i propri limiti.
La descrizione attenta degli stati d'animo è capace di sviscerare il mistero delle relazioni personali di come persone normalmente abituate a gestire gli eventi della propria vita sotto la guida della razionalità in balia di eventi inattesi come il nascere di un sentimento siano capaci di scelte sofferte, sofferte perché anziché alleviare i propri disagi produrranno ulteriore sofferenza e pur coscienti delle conseguenze agiscono, direi quasi, in funzione di nessuna logica.
Leggi il post completo scritto da Marco sul suo blog. |
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Francesco Parisi ha detto: |
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Letto avidamente in due notti più volte, questo è più che un romanzo, è un amore malato tra due persone contrapposte. E, chi, almeno una volta nella vita, non ha aspettato una persona per anni?! Chi non è stato amante di qualcuno, anche solamente nei pensieri?
Ottimo libro, scorrevole, consigliato ad alcuni amici. |
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Silvio D'Ulivo ha detto: |
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Non mi sono piaciuti due scelte di nomi: XXX per la società e Maya per il nome della protagonista (preferivo un nome verosimile per la prima e uno italiano per la seconda).
Se ho iniziato dai difetti, è chiaro, vuol dire che mi è piaciuto. Scritto molto bene, senza nessuna sbavatura stilistica o narrativa, si legge d'un fiato (meglio iniziare con un romanzo breve e perfetto che con uno lungo ma rabberciato) e "obbliga" il lettore a non fermarsi alla storia, ma a guardare oltre. Brava! |
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Roberto Miorelli ha detto: |
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...mi è piaciuto molto! Certe frasi mi hanno spento il cervello mandandomelo in cortocircuito, facendomi mettere il segnalibro la dove mi ero fermato nella lettura e in quelle pause pensavo perché l'overdose di sensazioni dettate dalle domande che fai porre ai protagonisti mi avevavano appannato il cervello a tal punto da dare un po' di fiato alle mie meningi.
...con semplicità sei riuscita a farmi porre delle domande che non avevo ancora esplorato, mi ha dato un po' più di consapevolezza il che non guasta mai.
Leggi anche il post scritto da Roberto Miorelli sul suo blog. |
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Maria Giovanna Dainotti ha detto: |
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Il libro è intriso a mio avviso anche di riferimenti letterari colti e si vede che la persona che l'ha scritto è una persona colta sensibile che ha approcciato tematiche acre alla letteratura sia italiana sia straniera.
...qui stiamo di fronte ad un romanzo che è leggermente costruito come intarsiato in un ricamo sottile di cui solo l'occhio attento può scorgerlo.
Non si tratta di un romanzo semplice, ma di un romanzo semplicemente colto in cui la letteratura trasborda come un corso d'acqua che irriga la pianura circostante irrigandola, ma senza distruggerla.
E' un dipinto ad acquerello su una tela ben spessa e finimente incorniciato. |
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Danielucola ha detto: |
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Il libro è un precipitato di una soluzione che avrebbe potuto occupare molte più pagine di quelle usate. La scelta della brevità è il senso più profondo della questione: per dire molto non serve tutto, serve solo ciò che è necessario.
La storia va via da sola, come la delusione, come il dolore, come la dolcezza... come la vita.
La scrittura è agile e decisa, sicura e tagliente a tratti.
Opera prima di un grande talento che si manifesta nelle pieghe più piccole di una storia semplice come un fiore di campo. |
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Maria Grazia (Sbriciolata) ha detto: |
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...sono rimasta molto colpita... ho adorato il modo in cui hai descritto la nostra malsana "sindrome della crocerossina", di come ci facciamo carico di tutti i problemi del nostro lui chiedendo in cambio solo un po' d'amore.
Hai descritto in poche pagine tutta la psicologia del "nostro" mondo e di come tendiamo a vedere il "loro".
...quello che mi ha affascinato è stato quello che volevi dire dietro tutte le metafore che hai utilizzato... |
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Elisabetta Mastrocola ha detto: |
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La sensibilità della Guida si inoltra nelle vite di Maya e Gregorio non perdendo mai di vista l'analisi cruda di opportunità scemate in opportunismo, nel caso del personaggio maschile, e di lacerante sofferenza senza respiro trasposta nella salvifica denuncia di una visione che si era all'inizio sfuggita, nella protagonista, ma poi viene ripresa per un diverso e più limpido orientamento di vita.
Ritroviamo il tema della danza delle coppie, che in questo delicato momento culturale, confondono tempo e ritmo, e si perdono come pianeti sganciati dalla propria traiettoria. |
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Francesca Pastori ha detto: |
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... Non esagero quando dico che la prima sensazione che ho avuto quando l'ho preso tra le mani è stata quella di tenere qualcosa di "prezioso" e di desiderato! La tentazione è stata più forte e già sulla metro ho iniziato a leggere le prime pagine e poi chiaramente a casa mi sono letteralmente tuffata nella lettura. E' un bel libro, Dany, soprattutto è una bellissima storia in cui ogni donna ritrova un po' della sua sensibilità e della sua insicurezza e della sua bellezza interiore e forse ogni uomo l'entusiasmo per amare di più questa fragilità così "tosta" delle donne.
Sei proprio brava, una scrittura veramente piacevole da leggere perché dietro c'è la capacità di chi con le parole sa evocare emozioni intense... |
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Zefirina (su Anobii.com) ha detto: |
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... un libro decisamente scorrevole e gradevole, i due personaggi Gregorio e Maya li conosciamo e li riconosciamo in molti di noi, chi è che non ha "mai vissuto una felicità che non si portasse dietro anche la paura di perderla", come Maya, o che come Gregorio percepisce "che la sua condizione primaria non è l'integrità e si vede come l'unione di due parti", non sempre in sintonia fra di loro?
Anche la storia d'amore è nota: da una parte il darsi senza paracadute, dall'altra l'incapacità di donarsi, il finale è coerente ma non scontato e banale... |
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Patrizia Guida ha detto: |
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... Non sono un critico letterario ma so che quando un libro si legge con scioltezza e piacevolmente ed il lettore è immediatamente proiettato nella dimensione della storia, vuol dire che lo scrittore è bravo. Credo davvero che la bravura dello scrittore sia soprattutto nella capacità di esprimere il mondo che vuole rappresentare (che può essere più o meno complesso)usando una scrittura, la più semplice possibile, il ché non è facile. Indubbiamente, hai talento. E questo è quello che conta. Ci possono essere tanti bravi tecnici della scrittura, ma se non hanno talento, non sono scrittori. Quel che ho trovato più interessante è soprattutto la psicologia dei personaggi, oserei dire, d'impronta moraviana, con il fascino del fare ciò che non si pensa e del pensare diversamente sa ciò che si fa... |
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Massimo441 (su InternetBookShop) ha detto: |
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Decisamente gradevole scorre veloce e fa "pensare" come inizio interessante a quando il prossimo?
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Borzu (su Anobii.com) ha detto: |
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Curioso... Piccolo ma intenso.
Per certi versi mi sembra incompleto, per altri mi evoca immagini e mi sono piaciute alcune metafore.
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